Cos'è la psicomotricità?


Disciplina paramedica che considera l’individuo nella sua globalità. Si interessa dello sviluppo e delle relazioni, dirette e non, fra  le differenti funzioni neuromuscolari, motorie e le competenze affettive, emotive, cognitive e sociali della persona.

Si rivolge a tutte le fasce di età e si inscrive in una corrente filosofica che collega l’esperienza vissuta con il proprio corpo  e la formazione del pensiero. Lo psicomotricista, considerata in Italia come figura socio-educativa, sostiene o ristabilisce l’equilibrio fra queste due entità affinché la persona possa migliorare e mantenere un adattamento all'ambiente circostante grazie alle proprie capacità e potenzialità funzionali.

L’accompagnamento psicomotorio si basa su una relazione rassicurante, di fiducia  in un spazio organizzato e sicuro. Permette alla persona di sperimentare attraverso il corpo e le proprie capacità intellettive, affettive ed emotive,  giochi ed attività per rafforzare competenze, scoprire potenzialità  e per adattarsi meglio all’ ambiente fisico e sociale.

 

 Storia della PSICOMOTRICITA’

( Julian de Ajuriaguerra, Bernard Aucouturier, Franco Boscaini, Roberto Carlo Russo)

La psicomotricità è nata in Francia, dove ha preso vita sin dai primi anni del '900. I francesi avevano intuito che il movimento corporeo poteva essere collegato al pensiero e dunque poteva diventare uno strumento per colmare e risolvere determinati blocchi cognitivi o relazionali, anche connessi a handicap particolari.

Da questo punto ha preso il via un nuovo modo di concepire il corpo e i suoi movimenti: da una ginnastica "militare" eseguita solo per far irrobustire il corpo, si è passati a una ginnastica "armonica", in grado cioè di tenere conto dei bisogni sia fisici sia anche alle necessità mentali e interiori. Nel periodo tra gli anni '50 e gli anni '70 un notevolissimo impulso alle pratiche psicomotorie fu dato dal neuropsichiatra Julian de Ajuriaguerra, soprattutto in ambito terapeutico, con il "Manuale di psichiatria del bambino".

Questo testo è un'opera teorico-metodologica che costituisce la prima "carta" della psicomotricità o più propriamente della "terapia psicomotoria". L'individuo non è più inteso come un insieme di parti separate e scollegate tra loro ma come un insieme di elementi (psiche, corpo, affettività...) che possono crescere e svilupparsi in armonia.

Numerosi studiosi e promotori, dove l’Italia dimostra tutt’ oggi un dinamismo notevole,  hanno permesso alla psicomotricità di diventare un argomento di ricerca scientifica e medica e una pratica sempre più diffusa sia per la prevenzione educazione che per l’aiuto alla persona.

   

In cosa consiste la PRATICA PSICOMOTORIA?

 

E’ rivolta a tutte le fasce di età, sia in ambito preventivo-educativo che socio sanitario, in piccolo gruppo o individuale.

In Francia, lo psicomotricista esercita sia nelle scuole che nelle strutture  socio sanitarie  come ospedali, centri specializzati e case di riposo. E’ abilitato ad effettuare osservazioni, diagnosi e trattamenti non invasivi a mediazione psicocorporea.

In Italia, lo psicomotricista può intervenire in ambito preventivo- educativo presso scuole, progetti di formazione e in centri privati all’ interno di una equipe multidisciplinare con raccomandazione e supervisione di un medico (fisiatra, neuropsichiatra infantile, psicologo e pediatra) per svolgere percorsi di aiuto individuali o di gruppo.

La terapia psicomotoria  e i trattamenti riabilitativi sono  effettuati dal neuropsicomotricista dell'’età evolutiva  da (0 a 18 anni) unica figura socio sanitaria riconosciuta in Italia  dal Ministero della Salute.

Diverse teorie e scuole di pensiero influenzano l’indirizzo psicomotorio che può sfociare in diversi percorsi (B.AUCOUTURIER, J.Le BOULCH, J. De AJURIAGUERRA, G.B.SOUBIRAN, BERGES, L.PICQ e P.VAYER, NOTARNICOLA…).

La globalità dell'’individuo ricopre una visione che merita  di considerare una possibile integrazione calibrata ed equilibrata di più approcci per rispondere il meglio possibile ai bisogni della persona e alla comprensione della problematica.

 

PERCORSI PSICOMOTORI: Quali? E per chi?

 

  • Percorsi preventivi-educativi a tema per bambini adolescenti , adulti, anziani:
  • Si svolgono in gruppo con  giochi e attività mirati a favorire  lo sviluppo  psicomotorio e il mantenimento, l’evoluzione  e prevenire l’involuzione delle competenze  (a scuola, ludoteche, centri per l’infanzia, associazioni, case di riposo).
  • Percorsi di aiuto alla persona, dopo suggerimento e supervisione dalla parte di un medico (pediatra, fisiatra, neuropsichiatra infantile, psicologo):
  • Si rivolgono alla persona o a un gruppo con bisogni specifici, dopo aver effettuato un esame psicomotorio.

 La costituzione del gruppo dipende dall'età, dalle difficoltà di ciascuna persona che lo compone e dagli obiettivi del percorso.

 

 Per chi è consigliato il percorso di aiuto psicomotorio?

 

  • Per i genitori che vorrebbero controllare il normale decorso dello sviluppo psicomotorio del loro bambino.
  • Bambini con ritardo nell’acquisizione delle competenze psicomotorie (cammino, autonomia personale, competenze di gioco…)
  • Persone con difficoltà di apprendimento generate da difficoltà psicomotorie (disgrafia, problemi di lateralizzazione, difficoltà di adattamento spazio-temporale)
  • Instabilità, iperattività, inibizione psicomotoria
  • Disturbi della coordinazione motoria, dell’ equilibrio, maldestrezza, disprassie
  • Persone con difficoltà di adattamento per disturbi tonico-emozionali (traumi, ansia, nervosismo,tics,balbuzie…)
  • Autismo, disturbi dello spettro autistico e altre psicopatologie
  • Persone con bisogni specifici e disabilità per favorire il mantenimento delle competenze e prevenire l’ involuzione precoce (handicap, Alzheimer, pazienti in oncologia).

Ogni percorso di aiuto incomincia da un esame psicomotorio.

 

Che cos'è l’esame psicomotorio?

 E’ il rilevamento, attraverso l’osservazione spontanea e  il passaggio di test standardizzati del livello di competenze psicomotorie che sono:

  • Attività di gioco spontaneo
  • Esplorazione dell’ambiente circostante
  • Rapporto con i genitori e con l’operatore
  • Capacità di adattamento alle richieste, alle regole

I test standardizzati rilevano le competenze neuromotorie in funzione dell’età attraverso prove di :

  • La coordinazione motoria generale e delle mani
  • L’equilibrio statico e dinamico
  • I passaggi posturali e il mantenimento delle posture
  • Le andature (cammino, salto, corsa)
  • Le competenze affettive e comunicative
  • Capacità di gioco, di condivisione, l’emotività, comunicazione verbale e non verbale, espressività
  • Competenze cognitive e metacognitive:
    • Conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo
    • Organizzazione e strutturazione dell’ attività
    • Percezione visio-motoria ( capacità a distinguere, riprodurre e rappresentare le forme)
    • Competenze grafomotorie
    • L’adattamento, l’organizzazione e la strutturazione spazio-temporali
    • La funzionalità dell’attenzione, della concentrazione, della memoria e di rielaborazione ( la valutazione qualitativa è compito dello psicologo).

   

Come si svolge l’esame psicomotorio?

 

 

Sono necessari 4 incontri . E’ preferibile la presenza di entrambi genitori (o figure di riferimento) al 1° per la raccolta delle informazioni e all’ultimo per  la restituzione.

1° incontro: raccolta di informazioni sulla storia della persona e della propria famiglia.

2° e 3° incontro : osservazione spontanea e osservazione con prove psicomotorie standard per valutare il livello di sviluppo della persona.

4° incontro: restituzione dell'’esame psicomotorio e comunicazione degli obiettivi del percorso ai genitori o figure di riferimento.

Successivamente: la presa in carico

  • Inizio del percorso con frequenza settimanale prestabilita
  • Colloqui regolari con i genitori/figure di riferimento
  • Il percorso può essere continuo, con delle pause organizzate o a  cicli prestabiliti, permettendo  alla persona di integrare e di stabilizzare  le acquisizioni imparate durante il percorso .
  • Quando si nota una stabilità delle competenze, si avvia la preparazione alla conclusione del percorso con tempi stabiliti.

 La durata del percorso è definita in funzione dell'’età della persona, della problematica,  della regolarità di frequenza e  dei ritmi evolutivi della persona.

l percorsi di psicomotricità possono essere di sostegno ad altre  terapie in corso (riabilitazione, psicoterapia, terapie educative, logopedia…)

 

 Metodologia psicomotoria:

 

 

Si basa sul  rispetto del livello di sviluppo psicomotorio, i bisogni ,  le capacità e le potenzialità della persona in relazione agli obiettivi di lavoro.

Le tecniche usate sono a mediazione psicocorporea, non invasive, che non prevedono nessuna manipolazione  del corpo. Privilegiano inoltre la qualità della relazione e  i canali di comunicazione verbale e non verbale    ( emotività, posture, mimica, gestuale e dialogo tonico).

La preparazione psicocorporea, le conoscenze teoriche e le supervisioni da altri professionisti costituiscono la base della formazione personale dello psicomotricista: espressività corporea, grafica ed artistica, tecniche di  rilassamento, uso di oggetti strutturati e non strutturati.

Le attività proposte e gli esercizi specifici sono mirati a  favorire:

  • l’esplorazione sensoriale
  • la motricità generale e motricità fine
  • l’equilibrio
  • la conoscenza e la rappresentazione dello schema corporeo
  • l’orientamento, l’adattamento e la strutturazione delle nozioni spazio-temporali

e servono per:

  • Strutturare il tipo di gioco (senso-motorio, simbolico…)
  • Migliorare la relazione , la comunicazione, la fiducia in Sè
  • Fare delle costruzioni, disegnare e rappresentare
  • Prepararsi alla letto scrittura e sostenere l’apprendimento
  • Stare bene con Sé –stesso e con gli altri….